Playstation: è ora di cambiare strategia per non perdere la sfida?

Le recenti dichiarazioni di Shuhei Yoshida mettono in discussione il focus sulla grafica. Scopri se PlayStation deve puntare su gameplay e innovazione per un futuro di successo.

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  • Nel 2024 il mercato globale genererà 187,7 miliardi di dollari.
  • Il mercato mobile crescerà del +3.5% raggiungendo 2.85 miliardi.
  • Costi di sviluppo AAA: tra gli 80 e i 400 milioni di dollari.

Le recenti esternazioni di Shuhei Yoshida, figura storica di Sony, hanno rianimato un confronto essenziale nel panorama videoludico: l’insistenza continua sulla potenza grafica rappresenta ancora la chiave del successo per PlayStation, oppure è tempo di rivedere le priorità e concentrarsi su elementi quali l’innovazione nel gameplay e una maggiore diversificazione dell’offerta?

Per molti anni, PlayStation si è identificata con una grafica all’avanguardia, elevando costantemente i limiti dell’hardware con l’intento di presentare esperienze visivamente sorprendenti. Ma in un mercato in rapida evoluzione, in cui i giocatori dispongono di numerose opzioni e piattaforme, questa linea strategica è ancora attuale? Il presente articolo si propone di analizzare in maniera critica la posizione di PlayStation all’interno dell’attuale contesto videoludico, approfondendone i punti di forza e le aree di debolezza, valutando se un cambio di direzione strategico sia necessario per assicurare un futuro prospero. Verranno approfondite le possibili alternative, le loro conseguenze, e si darà voce a sviluppatori e analisti di mercato per valutare se si stia davvero profilando un cambiamento significativo.

Le dichiarazioni di shuhei yoshida

L’eco delle parole di Shuhei Yoshida continua a risuonare nell’industria dei videogiochi, ponendo interrogativi fondamentali sul futuro di PlayStation. La sua critica, focalizzata sull’eccessiva enfasi riposta nella grafica, invita a una riflessione profonda sulle priorità strategiche dell’azienda. Yoshida, figura di spicco che ha contribuito in maniera significativa alla crescita di PlayStation, non si limita a sollevare dubbi, ma propone una visione alternativa, in cui l’innovazione nel gameplay e la diversificazione dell’offerta assumono un ruolo centrale.

Yoshida ha chiaramente espresso come l’incremento della potenza grafica stia raggiungendo una fase di rendimenti decrescenti: “Le prestazioni in ray tracing sono migliorate da PS5 a PS5 Pro. Migliorare la qualità dell’immagine è importante, ma è difficile capire la differenza”, ha affermato. La sua argomentazione si basa sulla constatazione che i benefici marginali derivanti dagli ultimi avanzamenti tecnologici in termini di resa visiva non giustificano i costi e gli sforzi profusi. L’ex dirigente sottolinea come il DNA di PlayStation, storicamente legato a valori come “grafiche all’avanguardia” fin dai tempi di Ken Kutaragi, necessiti di una revisione. Pur riconoscendo l’importanza di offrire la migliore qualità grafica possibile a coloro che la richiedono, Yoshida invita a un cambio di mentalità per mantenere la popolarità di PlayStation nel lungo periodo.

Secondo Yoshida, la PlayStation deve smettere di pensare solo alla grafica. Questa prospettiva nasce da un’analisi approfondita delle tendenze del mercato e delle aspettative dei giocatori. L’ex presidente di Sony Worldwide Studios suggerisce di concentrarsi maggiormente sull’innovazione e sulla varietà dell’esperienza di gioco piuttosto che sulla mera potenza tecnologica, riconoscendo che i costi di sviluppo sempre più elevati stanno rendendo insostenibile il modello attuale.

Il suggerimento di Yoshida è quello di dare maggiore spazio agli studi indipendenti, che con budget ridotti riescono comunque a creare esperienze di grande impatto. Inoltre, egli ritiene che sia necessario riconsiderare anche la durata e la struttura dei giochi, puntando su esperienze più accessibili e coinvolgenti in minor tempo, tenendo conto delle mutate abitudini e dei tempi a disposizione dei giocatori moderni.

Shawn Layden, ex CEO di PlayStation, aveva espresso opinioni simili, sottolineando come il pubblico odierno non sia più così attratto dall’aumento della potenza grafica, ma piuttosto da esperienze uniche e coinvolgenti. Un concetto questo espresso anche dal creatore di Xbox. Questo consenso tra figure chiave dell’industria evidenzia la necessità di un cambiamento di paradigma, in cui la grafica non sia più l’unico elemento trainante.

Tendenze del mercato videoludico

Il mercato dei videogiochi sta vivendo una fase di trasformazione radicale, caratterizzata da nuove dinamiche e preferenze dei consumatori. Un recente studio di AIV rivela che, nonostante il mercato globale continuerà a crescere, generando un fatturato stimato di 187,7 miliardi di dollari nel 2024, si registra una flessione del tempo medio dedicato al gioco, il che suggerisce una maggiore selettività da parte dei giocatori. Questo dato, apparentemente contraddittorio, evidenzia come i consumatori siano sempre più attenti alla qualità e all’innovazione, piuttosto che alla mera quantità di contenuti.

Tra le tendenze più significative che stanno plasmando il settore, spiccano il cross-platform, che favorisce il gioco su diverse piattaforme, e il modello free-to-play, che democratizza l’accesso ai videogiochi. Le uscite cross-platform avvantaggiano maggiormente il PC. La strategia transmediale si è dimostrata efficace per diversi settori dell’intrattenimento inclusi televisione e film.

I giochi free-to-play (F2P) continuano a dominare in termini di engagement, offrendo esperienze accessibili a un vasto pubblico. Il mercato mobile invece cresce del +3.5% e per la fine del 2024 raggiungerà i 2.85 miliardi. Parte della crescita di questo segmento è dovuta all’aumento dell’accessibilità agli smartphone da parte dei mercati emergenti e alla relativa diffusione delle reti mobili.

Si fanno strada, inoltre, gli studi di sviluppo indipendenti (indie), che con la loro creatività e originalità, riescono a catturare l’attenzione del pubblico, offrendo esperienze di gioco uniche e distintive. L’importanza dei contenuti creati dagli utenti (UGC) e la gestione delle community di giocatori assumono un ruolo sempre più rilevante, creando un senso di appartenenza e fidelizzazione. Il grande potere delle community deriva da un insieme di fattori: il giornalismo tradizionale di settore ha ceduto il passo agli influencer e ai social media grazie ad operazioni come l’accesso anticipato in cui il rilascio di nuove build e cambiamenti diventano veri e propri momenti di marketing. Con accesso anticipato si intende la possibilità per un utente di accedere a pagamento ad un videogioco durante le ultime fasi di sviluppo.

Non va trascurata l’ascesa dell’intelligenza artificiale (IA) generativa, che pur aprendo nuove frontiere nella creazione di contenuti, solleva interrogativi etici e legali in materia di copyright e proprietà intellettuale. L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale generativa ha contribuito ad accelerare la creazione di contenuti e snellire le pipeline di sviluppo. L’uscita di ChatGpt nel 2022. Fonte: Open AI L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale generativa ha contribuito ad accelerare la creazione di contenuti e snellire le pipeline di sviluppo. Al tempo stesso ha generato preoccupazione tra sviluppatori e utenti circa la perdita di posti di lavoro, la gestione del copyright e della proprietà intellettuale oltre che sulla qualità stessa di questi contenuti.

Il report di Newzoo identifica 8 punti chiave che abbiamo raggruppato e riassunto di seguito: Le uscite cross-platform avvantaggiano maggiormente il mercato PC; Il futuro dei giochi free-to-play (F2P) su PC e console; Adattare la lunghezza dei giochi single-player al mercato; Lo stato dei giochi indie e AA nel mercato dei videogiochi 2024; Contenuti generati dagli utenti (UGC) e l’impatto delle nuove generazioni di giocatori; L’accesso anticipato e la gestione della community; L’intelligenza artificiale generativa nei videogiochi; L’apertura degli ecosistemi delle app mobile.

Stando ai risultati del report, tra le tendenze del mercato globale dei videogiochi nel 2024 la scelta di orientarsi verso uscite cross-platform, sarà la strategia sui cui publisher e sviluppatori si stanno orientando. D’altra parte, i free-to-play sembrano destinati a confermare il loro grande successo detenendo il primato del tempo di gioco e quindi di engagement.

Punti di forza e aree di debolezza di playstation

PlayStation, forte di un marchio consolidato e di una lunga tradizione di successi, si distingue per una serie di elementi distintivi. Il suo brand, riconosciuto a livello globale, evoca immediatamente concetti quali qualità e innovazione. Le sue esclusive, titoli acclamati da critica e pubblico come “God of War”, “Spider-Man” e “The Last of Us”, ne hanno rafforzato l’immagine come piattaforma di riferimento per i giochi di alta qualità. L’hardware, infine, garantisce prestazioni elevate e un’esperienza visiva immersiva.

PlayStation vanta una lunga storia di successi, con una solida base di fan e un catalogo di esclusive di alta qualità. I suoi punti di forza includono: Marchio forte: PlayStation è un marchio riconosciuto a livello mondiale, sinonimo di qualità e innovazione; Esclusive di successo: Giochi come “God of War”, “Spider-Man” e “The Last of Us” hanno riscosso un enorme successo di critica e pubblico, contribuendo a rafforzare l’immagine di PlayStation come piattaforma di riferimento per i giochi di alta qualità; Hardware potente: Le console PlayStation offrono prestazioni elevate, garantendo esperienze visivamente sbalorditive.

Tuttavia, l’azienda si trova ad affrontare sfide significative. In primis, i costi di sviluppo, sempre più elevati, rischiano di limitare la varietà dell’offerta e di accrescere i rischi finanziari. Si aggiunga la concorrenza agguerrita di Xbox, Nintendo e PC gaming, ciascuno con i propri punti di forza. Non da ultimo, il focus eccessivo sulla grafica potrebbe penalizzare l’innovazione nel gameplay, aspetto sempre più determinante per attrarre e fidelizzare i giocatori. Il costo di produzione dei videogiochi si muove pari passo con lo sviluppo di nuove tecnologie all’avanguardia, e i big dell’industria continuano sempre più a spingere per esperienze ludiche mastodontiche in termini di longevità che di resa grafica, figlia di ore ed ore di lavoro speso su animazioni e modelli 3d.

Va considerata, inoltre, la “crunch culture“, una pratica che impone agli sviluppatori orari di lavoro insostenibili, compromettendone il benessere psico-fisico. Questa dinamica, seppur diffusa nel settore, solleva questioni etiche e di sostenibilità che non possono essere ignorate. Shawn Layden, ex CEO di Sony Playstation America, criticava il mondo dei videogiochi ad alto budget (i cosiddetti “AAA Games”). Le motivazioni addotte si basavano su una semplice riflessione sui numeri mossi da quel mercato: di generazione in generazione i costi di produzione per un titolo tripla A sono aumentati esponenzialmente, arrivando ad una media che si aggira tra gli 80 e i 120 milioni di dollari. Cifre che facilmente schizzano anche a 300/400 milioni quando si tratta di blockbusters come la celeberrima serie di Grand Theft Auto.

Se da un lato Layden ha puntato la propria attenzione a come questo costante incremento del budget finirà col condurre ad un mercato videoludico sempre più stagnante e fossilizzato sulle stesse 3-4 tipologie di giochi in grado di assicurare un ritorno economico ottimale, è anche vero che, ancora prima dei consumatori, sono i lavoratori del settore a subirne le conseguenze: è la cosiddetta crunch culture.

A questo punto si rischierebbe fondamentalmente di assistere a un ingigantimento di un fenomeno che l’industria sta già vivendo da parecchi anni, ovvero quello dei giochi – si perdoni la terminologia – “copia & incolla“: sequele di titoli dove una larga porzione del codice e degli asset (modelli 3d, textures ecc) vengono riutilizzati. Una pratica che da sempre è figlia non solo della programmazione dei videogiochi, ma dell’informatica in generale, ma che, quando usata estensivamente, conduce alla creazione di prodotti eccessivamente simili: per un mondo come quello dei videogiochi, questo significherebbe assistere alla creazione di realtà virtuali, storie e personaggi via via sempre più simili tra loro, a discapito non solo dell’effetto novità insito nel rilascio di un nuovo gioco, ma anche del suo valore culturale.

Per superare queste criticità, PlayStation dovrebbe investire maggiormente nell’innovazione del gameplay, esplorando nuove meccaniche e narrazioni coinvolgenti. Allo stesso tempo, dovrebbe supportare gli studi indie, promuovendo la diversificazione dell’offerta e la sperimentazione di nuovi generi e formati. Riconsiderare la durata dei giochi, offrendo esperienze più brevi e accessibili, potrebbe rappresentare un’ulteriore leva strategica. Non da ultimo, valorizzare il benessere degli sviluppatori, adottando politiche che contrastino la “crunch culture“, contribuirebbe a creare un ambiente di lavoro più sano e sostenibile. La situazione attuale è ancora quindi in bilico tra un futuro in cui gli sviluppatori saranno sempre più sfruttati, ed un altro in cui possibili soluzioni e punti di incontro tra developer e upper management potranno esser messi sul tavolo per essere discussi.

I nostri consigli

In sintesi, le affermazioni di Shuhei Yoshida invitano PlayStation a rivedere le proprie priorità strategiche. Il futuro dell’azienda dipenderà dalla sua capacità di coniugare potenza grafica e innovazione nel gameplay, diversificando l’offerta e sostenendo gli sviluppatori. Solo così potrà affrontare le sfide del mercato e continuare a prosperare nel mondo dei videogiochi.

Il report sul mercato globale dei videogiochi nel 2024 delinea un ecosistema dinamico plasmato da tendenze in evoluzione e avanzamenti tecnologici a cui sta seguendo un aggiornamento delle regolamentazioni. La diminuzione del tempo di gioco è direttamente collegato alla qualità dei titoli proposti: giocare meno e giocare meglio. Per questo attualmente sviluppatori ed editori si stanno concentrando sulla rielaborazione di IP esistenti e una strategia che tiene in grande considerazione l’opzione cross-platform. E sembra che a beneficiare di questo cambiamento sarà il segmento PC. Le nuove sfide per publishere sviluppatori sono rappresentate dalla gestione della community, l’esigenza di strategie intergenerazionali e aumento dell’engagement. Per il futuro sarà essenziale inoltre capire come collocare e gestire i contenuti creati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale generativa. Questo nuovo strumento può potenziare creatività e competenze se regolamentato a livello sia di copyright che di diritto del lavoro.

Consigliamo ai gamer occasionali di non lasciarsi ingannare dalla sola grafica di un gioco. Cercate titoli che vi offrano un’esperienza di gioco coinvolgente e gratificante, indipendentemente dalla loro potenza grafica. Un buon gameplay, una storia interessante e un sistema di progressione ben congegnato possono fare la differenza, anche su hardware meno performante.

Per i gamer più esperti, suggeriamo di approfondire le dinamiche che regolano il mercato videoludico, tenendo d’occhio le tendenze emergenti e le strategie adottate dalle principali aziende del settore. Comprendere le logiche che guidano le scelte di sviluppo e di marketing può aiutarvi a fare scelte più consapevoli e a scoprire gemme nascoste che altrimenti vi sfuggirebbero.

Infine, vi invitiamo a riflettere sul ruolo che i videogiochi hanno nella vostra vita. Sono un semplice passatempo o una forma d’arte in grado di stimolare la creatività e l’intelletto? La risposta a questa domanda può aiutarvi a vivere la vostra passione per i videogiochi in modo più consapevole e appagante.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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